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Il cuore delle Donne

 

Cuore donne

Le malattie cardiovascolari ancora oggi sono considerate appannaggio del sesso maschile; e in parte è vero. Fino ai 65 anni, l'uomo è 5 volte più esposto della donna alle patologie cardiache.  

Il grande problema è che molte volte la donna tende a minimizzare i suoi disturbi di salute, proprio perché pensa che le malattie di cuore siano solo maschili.  Con la menopausa aumenta il rischio cardiovascolare perché non ci sono più gli estrogeni che la proteggono. Quando non ci sono più le mestruazioni infatti c'è un'impennata di fattori negativi. Per esempio,  chi aveva la pressione massima a 90 può arrivare in circa tre anni a un valore di 140-150 . L'evento più importante dal punto di vista dell'incidenza e della gravità è sicuramente l'infarto. In pratica, negli anni si forma un trombo, cioè un grumo, in un'arteria del cuore che man mano senza dare sintomi la ostruisce sempre più fino a bloccare il flusso del sangue. A quel punto la zona del muscolo cardiaco dove non arriva il sangue inizia a morire e il cuore lancia l'allarme con i sintomi dell'infarto. 

I segnali dell'infarto

I segnali sono in genere più lievi e meno facilmente “catalogabili” rispetto agli uomini. Il dolore al torace, che è il sintomo più caratteristico dell'infarto, nelle donne 4 volte su 10 non è indice di malattia.  Prevale invece il cosiddetto dolore “atipico” , che compare nell'addome o nel braccio, con palpitazione senza dolore al petto. Anche quando c'è il dolore “tradizionale”, è comunque diverso da quello maschile, si manifesta  un senso di peso al torace con mancanza di fiato, simile a quello che si avverte in caso di un attacco d'ansia . Nell'arco di mezz'ora però inizia il dolore, che può essere anche lieve, ma inconfondibile. Parte dalla zona del cuore, scorre lungo il braccio sinistro e può “scendere” fino alle dita medio e anulare oppure salire fino alla mandibola.  Se scompare in 5 minuti e lascia una stanchezza intensa, è un campanello d'allarme di infarto  e va consultato immediatamente un cardiologo, oppure è bene andare in ospedale. Se invece non scompare, ma anzi continua con la stessa intensità, è possibile sia già un infarto e bisogna chiamare subito l'ambulanza.

Le cure

In ospedale dopo i primi esami, ti fanno  un'angioplastica . È come un palloncino che viene fatto arrivare al vaso ostruito attraverso l'arteria della gamba in modo da eliminare il blocco. Con un passaggio inverso, viene quindi sfilato e inserito  uno stent , cioè un tubicino rigido di maglia metallica che mantiene aperto il vaso a rischio. Devi stare in ospedale per circa una settimana e poi  seguire una terapia di riabilitazione. Tieni presente inoltre che dopo un infarto è indispensabile cambiare stile di vita:  non devi più fumare, devi seguire un'alimentazione sana con molta frutta e verdura e pochi grassi e fare attività fisica  tre volte alla settimana, oppure una passeggiata tutti i giorni per circa mezz'ora. Dovrai assumere anche dei farmaci per tenere la pressione a livelli normali.

L'altro problema che riguarda le donne è lo scompenso cardiaco. A provocare questa malattia è la pressione troppo alta che non viene curata , oppure una mancanza di disciplina nel seguire le cure dopo l'infarto. Queste situazioni provocano un aumento del lavoro del cuore che con il tempo si ingrossa, si affatica e non riesce più a pompare con sufficiente forza il sangue. I sintomi? I più comuni sono stanchezza e “fiatone” anche dopo aver salito una rampa di scale, una tosse che non passa mai, molto più intensa in posizione sdraiata e accompagnata da respiro affannoso. Il battito cardiaco inoltre è  lento, oppure al contrario molto veloce. Lo scompenso cardiaco viene curato con i farmaci. 

 

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