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Russare: i rischi per la salute.

 

russare

Il fastidioso rumore notturno non è l'unica spiacevole conseguenza del russare. Questo disturbo infatti può degenerare nella cosiddetta sindrome delle apnee ostruttive notturne , uno dei disturbi del sonno più frequenti, ma a tutt'oggi ancora sottostimato: viene diagnosticato solo il 3% dei casi. Eppure è una vera e propria minaccia per la salute : aumenta il rischio di ictus di 3,8 volte, di ipertensione arteriosa di 2,5 volte e raddoppia quello di diabete. Inoltre si calcola anche che un incidente automobilistico su cinque sia dovuto alla sonnolenza diurna che è un'altra delle conseguenze di questa sindrome.

I risvegli notturni

“È una sindrome caratterizzata da russamento e da numerose brevi interruzioni della respirazione durante il sonno. Queste apnee hanno la durata di pochi secondi, sono seguite da una fragorosa russata e si ripetono più di cinque volte per ogni ora di sonno. Questa difficoltà a respirare regolarmente, sforzando a ogni inspirazione le vie respiratorie, provoca una scarsa immissione di ossigeno nei polmoni e quindi una carente ossigenazione del sangue. Si verifica di conseguenza un affaticamento per l'organismo, che reagisce con un aumento della pressione sanguigna che alla lunga diventa una minaccia per l'apparato cardiovascolare. Inoltre il riposo è disturbato perché, chi soffre di questa sindrome, a causa dell'apnea si sveglia ogni volta inconsapevolmente per un istante e, anche se poi si riaddormenta, durante il giorno è stanco e irritabile. Quando le apnee notturne sono poche, di solito è sufficiente dimagrire 4-5 chili per risolvere il problema. Aiuta inoltre eliminare gli alcolici, smettere di fumare e non mangiare eccessivamente nelle ore serali: questi fattori favoriscono la caduta del tono muscolare delle pareti della faringe durante il sonno. È altrettanto utile non dormire con un cuscino troppo basso , o addirittura senza, in quanto viene ostacolata una regolare respirazione. 

La cura è la mascherina nasale

Quando con queste avvertenze non si ottiene un miglioramento come pure nelle forme più “gravi”, la terapia principe è invece l'utilizzo di una speciale maschera nasale o facciale , chiamata CPAP, che va applicata durante il sonno. Consiste in una mascherina anatomica da applicare sul naso prima di addormentarsi, collegata attraverso un tubo lungo e flessibile a una specie di piccolo compressore estremamente silenzioso. Per tutta la notte il CPAP fornisce un regolare flusso di aria che mantiene una costante pressione all'interno delle vie aeree superiori, impedendone l'ostruzione. È dimostrato che questa mascherina corregge l'insufficienza respiratoria , riduce il rischio cardio e cerebrovascolare e migliora i deficit neurocognitivi. Infatti già dalla prima notte cessano le apnee notturne e il sonno è più riposante per tutta la notte. Ad esempio, non avendo più apnee, il soggetto non si alza per andare ad urinare nella notte poiché non viene più liberato l'ormone natriuretico, che è una sorta di diuretico naturale”.
Ciò nonostante, tra il 46 e l'83% dei pazienti indossa la maschera nasale o facciale per meno di 4 ore per notte annullandone i benefici. Se la CPAP non è tollerata bisogna pensare a strategie alternative , come l'utilizzo di dispositivi endorali che fanno avanzare la mandibola o a un rimodellamento chirurgico delle prime vie aeree.

 

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